Sono Giorgio, ospite della rubrica Humans of the Island, ho raccontato con orgoglio di essere fondatore e presidente dell’associazione “Cilenos de Sardinia”. L’idea di questa associazione nasce dall’essere a mia volta orfano cileno, adottato da una coppia di sardi, origini strappate e ricongiunte alla terra madre abbandonata l’età dei giochi. Mentre lasciavo le Ande alle spalle avvolto da ricordi nebulosi, pensavo “chi sono, da dove vengo”.
Durante l’infanzia con una grande forza di volontà sono riuscito ad integrarmi tanto da imparare le lingue sarda, italiana e le tradizioni del Paese che mi ospita. Dall’adozione, passarono primavere all’incontro con la madre naturale. Essere adottato da una famiglia sarda mi ha permesso di uscire da una situazione terribile del mio passato e poter conoscere un’altra cultura che fosse vicina alla mia amata terra: il Cile. Sono riuscito a ritrovare la mia famiglia di origine alla mia maggiore età.
La possibilità di poter essere adottato non era scontata. Con l’intervento di una associazione, tutto è stato possibile anche per altri bambini cileni. Alcuni sono stati mandati in Sardegna, altri no. Ho avuto la fortuna di essere adottato e nonostante non mi rendessi conto di cosa significasse “adozione”,….la presi un po’ come un gioco. Tra la Sardegna e il Cile c’è un oceano di pensieri di mezzo e quando arrivai all’aeroporto scoprii un mondo diverso.
Non è stato facile adeguarmi alla cucina locale ma una volta scoperchiata la pentola dei sapori sardi mi sono adattato con grande convivialità e così ho smesso di mangiare solamente mele.
Devo molto alla preziosa Sardegna, la mia casa adottiva; ma anche la vita a quella striscia di terra allungata, chiamata Cile. Ai piedi della Cordigliera affacciata sul balcone del periglioso oceano dei misteri. E forse neanche adesso ricongiungere le persone col proprio passato è di natura così semplice, io ci metto tutto me stesso magari mettendo nello zaino di chi fa quel viaggio indietro nel tempo una bandiera bianca, rossa e blu con una stella in cima.

