“Quaranta raggi che splendono sulla mia antica terra, quaranta come i guerrieri che l hanno protetta e destinata all’ospitale popolo del Kirghizistan.” Mi chiamo Raja ho 53 anni e da una decina sono in Sardegna dove lavoro e cresco i miei due figli insieme a mio marito. Oggi vi accolgo idealmente nella mia Yurta, dove vi racconterò tanto delle mie tradizioni e origini. Noi Kirghizi siamo un popolo di origine nomade che ama viaggiare, conoscere nuovi luoghi e tradizioni ma che rimane legato alla propria terra. Quando ci spostiamo portiamo con noi le Yurte, le nostre “abitazioni portatili”, costituite da un telaio a pianta circolare, ricoperto di pelli e abbellito all interno con tappeti, tavoli, letti e tutto ciò che può servire nei nostri lunghi spostamenti. Quando i nostri pastori nomadi si spostavano con le greggi e stavano a lungo via, gli anziani portavano un copricapo sulla testa fatto di sette metri di stoffa avvolta, che in caso di morte di qualcuno fungeva da benda per avvolgere il corpo. Siamo un popolo molto ospitale, e questo piccolo angolo kirghizo l’ho ritrovato anche qui in Sardegna. Siamo molto attenti alle nostre tradizioni ma ci piace anche “guardare avanti”: prendiamo il buono da tutti ma preserviamo la nostra amata terra.

