Conoscete la necropoli di Tuvixeddu?

La Necropoli di Tuvixeddu (foto1) con le sue 1100 tombe è la più importante necropoli punica del meditteraneo.Tuvixeddu da “tuvu”= vuoto o cavità più il suffisso “eddu” che in sardo esprime un diminutivo: “colle dei piccoli fori”, è un’area di roccia calcarea frequentata sin dal Neolitico, ma è solo tra il VI e il III secolo a.C: che i Cartaginesi la usarono come luogo di sepoltura con le tombe a pozzo. I Cartaginesi, la più grande potenza coloniale del Nord Africa, prese il controllo della Sardegna nel 510 a.C. e il territorio del Cagliaritano divenne una delle porte di ingresso al fertile Campidano.I loculi erano raggiungibili attraverso appositi pozzi scavati nella roccia e profondi dai 2 agli 11 metri. Il pozzo si articolava in un accesso alla camera funeraria (o cella sepolcrale) che molto spesso era decorata con disegni geometrici, affreschi, simboli astrali (disco solare e falce lunare), fior di loto, palme, maschere. Oppure era corredata con anfore, gioielli, unguentari, rasoi ma anche ampolle (lacrimatoi) dove venivano deposte essenze profumate (foto 4). Tra le tombe più importanti si ricordano: la tomba dell’Ureo ( foto 2), il serpente ritenuto sacro per gli Egizi, raffigurato sulla parete di fronte all’ingresso della cella. Il serpente è alato e illuminato dal sole, ai lati troviamo due fiori di loto e due maschere con il viso di un mostro, mentre lungo i bordi della cella corrono fasce di ocra rossa con palmette e fiori di loto. La tomba del Guerriero (foto 3) è tra le più interessanti del sito archeologico di Tuvixeddu, sia per il suo stato di conservazione che per il valore artistico delle decorazioni presenti all’ interno. Le pareti del loculo infatti ospitano degli affreschi azzurri e rossi. Su una parete laterale si trova la raffigurazione di un guerriero che mostra il suo petto nudo in procinto di scagliare una lancia contro il nemico o un animale, rappresentando una scena di caccia o di guerra. Sempre all’interno troviamo tre nicchie decorate con rombi rossi e azzurri con all’interno tre pietre sacre affiancate.A metà dell’ 800 il colle di Tuvixeddu venne perforato e le cavità furono fatte saltare modificando il suo aspetto originale.Nel XX secolo Tuvixeddu divenne la cava di una cementeria dell’ Italcementi che ne ha terminato l’estrazione solo negli anni ‘80.Molte tombe vennero distrutte ma ne vennero trovate altre. Durante la seconda guerra mondiale le grotte vennero usate dagli abitanti della zona come rifugi antiaerei e come abitazioni. Nel dopoguerra vennero usate da chi aveva perso la casa durante i bombardamenti.

Foto dall'alto
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