Clara Murtas tornata da Roma

Adesso vi racconto una storia, storia di una ragazza di poco più di vent’anni che quarant’anni fa ha deciso di preparare i bagagli e salire sul primo volo, per inseguire il suo sogno: l’arte. Nella prima valigia ci sono tanti ricordi di chi ha lasciato la terra amata, mentre l’altra è ricca di aspettative e progetti da realizzare. E di tempo ora ne ha per pensare, sull’aereo che la porta verso la sua nuova destinazione. E pensa alla Sardegna per lei diventata ambiente chiuso e a quel palcoscenico su cui vuole salire e che la sta aspettando, dove ci sarà la possibilità di confrontarsi con artisti conosciuti in campo internazionale. La nostalgia però era tanta di quella terra lasciata ma mai dimenticata. La Sardegna, già… terra di ricordi! Mentre un altro orizzonte si schiude. Senza dimenticare quel legame con la sua terra e del suo essere quasi una calamita fatta non tanto di ricordi, quanto più di simbiosi e contatto con la stessa. Ma lasciandosi alle spalle i ricordi, c’era Roma alle porte col suo carico di fascino mondano e d’arte, e poi Clara, poliedrica artista, dritta verso quel palcoscenico tanto desiderato. Palcoscenico di teatro su cui salire, oppure dentro uno schermo, per raccontare un universo di storie che per anni susciteranno emozioni in chi le ascolterà. Roma era anche musica che presto ispirò uno dei suoi lavori. Scrisse allora un manuale sulle canzoni anni ’30. La vena artistica la condusse poi a realizzare un lavoro (libro-disco) sulla donna sarda. Ed ecco dopo un po’ di tempo, una grande novità: una figlia che stava per venire al mondo. Roma ormai era diventata climaticamente troppo poco vivibile e di certo non era il nido giusto dove poter cullare una bimba. Così era venuto il momento di migrare nuovamente. Quasi alla ricerca di se stessi, come ogni migrante libero di muoversi nel mondo, per abbattere le barriere degli squilibri e delle disuguaglianze, com’è giusto che sia. Salire poi con questo carico di pensieri su quell’aereo, e magari dal finestrino scorgere dall’alto la Sardegna avvicinarsi, per ritornare a vederla in salute.

Clara Murtas a Roma

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