Pietro Pintus in Argentina

“La guerra non la vince nessuno, tutti perdono!” sì la guerra. La mia guerra, da soldato, cominciò il 1° Gennaio 1941, nel 146° reggimento. Mi portarono a Cagliari e successivamente a Firenze, tra le forze aeree. La mia guerra era fatta di occhi lucidi e immensa tristezza, come i ricordi di Nulvi, mio paese natale, con papà che mi portava a lavorare la terra. Malinconia dei tempi del lavoro presso lo staff della Fiat. Grande dolore come quello di dormire con ai piedi un arma e Gesù Cristo sulla testa del letto. E mi son chiesto tante di quelle volte, se io, soldato, se noi, soldati avremmo mai riabbracciato i nostri cari. La guerra finì e portò con sè anni di miseria e di povertà. Decisi così, convinto da uno zio, di partire. Così dopo un viaggio di 24 giorni, il 14 Novembre 1948 misi piede, per la prima volta, in Argentina. Trovai subito lavoro, e contemporaneamente la notte studiavo nella scuola navale. Poi il destino asciugò i miei occhi umidi e li riempì di luce: conobbi così Ana Beatriz Vignolo e tempo dopo la sposai. Il mio posto è qui a Buenos Aires, mio fortunato presente con i ricordi che vanno indietro alla mia terra natale, la Sardegna…e quel sempre caro desiderio di riabbracciarla.

Pietro Pintus in Argentina

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