Quanto vale la nostra felicità?

Contestualmente all’inizio del nuovo anno riprendono anche le attività di lettura proposte dal “Club del Libro”: l’opera scelta in questa prima settimana di gennaio è “Cose preziose”, famosissimo romanzo horror, scritto nel 1991 dallo scrittore statunitense Stephen King, uno tra i più importanti autori contemporanei al mondo. La vicenda narrata nel libro è ambientata a Castle Rock, placida cittadina del Maine, la cui tranquillità è interrotta dall’improvviso arrivo del negoziante Leland Gaunt, che vi si stabilisce aprendovi il proprio emporio, chiamato per l’appunto “Cose preziose”. L’anziano negoziante dimostra fin da subito uno spiccato talento nell’intercettare i desideri e i bisogni più profondi dei suoi clienti che, riescono a trovare, all’interno del suo bazar, ogni cosa vogliano e desiderino, sia che questa sia una figurina rara di un giocatore di baseball, o una macchina per prevedere i risultati delle corse dei cavalli. Tutto ciò rende molto felice i cittadini di Castle Rock. Ma qual è il prezzo di questa felicità? Apparentemente nulla di così gravoso: Leland, infatti, chiede ai vari compratori di compiere alcuni piccoli dispetti ad altri cittadini, in cambio degli oggetti. Quelli che però all’inizio sembrano solo piccoli scherzi di poco conto, si trasformano presto in azioni ben più pericolose e portano la città nel caos. Solo lo sceriffo cittadino Alan Pangborn riesce a non essere coinvolto nel diabolico gioco di Leland, in quanto, come egli stesso afferma non ha bisogno di nessuno tra gli oggetti in vendita. Quando però, il vecchio arriva a prendere di mira la ragazza di quest’ultimo, Polly, offrendole una collana capace di curare i suoi malanni, egli inizia a preoccuparsi e ad agire per evitare che l’astuto negoziante, sotto le cui spoglie – come lo stesso Alan scoprirà in seguito – si nasconde niente poco di meno che il diavolo stesso, riesca a far cadere nelle sue grinfie la cosa per lui più preziosa di tutte. Quella fra Alan e Leland sarà quindi una battaglia che metterà in contrapposizione da un lato, la logica e la razionalità dello sceriffo e dall’altro, il continuo sfruttamento delle debolezze più nascoste degli ingenui cittadini prima conquistati e poi traditi e condotti verso l’autodistruzione. Dopo la lettura, uno dei temi più importanti che sembra emergere dal romanzo è sicuramente quello riguardante il concetto di fiducia che noi riponiamo nel prossimo e le inevitabili conseguenze che questo determina per noi: come racconta King, infatti, inizialmente Leland è presentato come un personaggio positivo, data la sua capacità di rendere felici i suoi concittadini; di contro Alan, risulta essere un personaggio solitario e anticonformista proprio per la sua scelta. Con il proseguo della trama però, la situazione si capovolge: la felicità venduta da Leland si dimostra momentanea, frutto di inganno e manipolazione, e portatrice di caos a Castle Rock, la figura dello sceriffo, di contro, spicca sempre più, proprio perché solo lui può ripristinare razionalmente l’ordine in una cittadina ormai devastata. Quest’ ultimo però, allo stesso tempo, non è totalmente incolpevole della situazione venutasi a creare, in quanto inizia ad agire solo quando il diavolo arriva vicino a sottrargli la fidanzata, e in questo è del tutto simile ai suoi concittadini. Il romanzo ci offre quindi da un lato una critica della falsa felicità data dal consumismo e dai beni materiali, dall’altro un perfetto spaccato delle relazioni nel mondo reale dove non esiste un confine netto tra bene e male e dove bisogna impegnarsi duramente per costruire buoni legami affettivi.

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