Cosa sai del Banditismo Sardo?

Il Banditismo Sardo è un fenomeno socio culturale della storia della Sardegna Le sue origini risalgono al tempo della legge reale emanata nel 1865 che prevedeva il frazionamento e la privatizzazione dei terreni fino a quel momento sfruttati in maniera collettiva.L’occupazione piemontese portò al disboscamento e allo sfruttamento minerario della Sardegna, dal malcontento popolare nasce nel 1868 la rivolta dei Sardi :” Su Connottu” ( foto seconda slide) guidata da Paschedda Zau, per ritornare al conosciuto cioè al regime comunitario dei pascoli.Tra il 1887 e il 1891 si ebbe il fallimento delle banche sarde, rendendo l’isola la regione più povera d’Italia.Tali eventi permisero l’instaurarsi del fenomeno del Banditismo Sardo, sviluppatosi nel Nuorese ad Orgosolo (foto prima slide), dove il bandito è colui che combatte i soprusi dei potenti, uccide e poi si dà alla latitanza, consapevole dell’aiuto della popolazione secondo i canoni del Codice Barbaricino. Identificato come“anonima sequestri” o “anonima sarda”, cioè un’associazione a delinquere indipende che rivendica diversi attentati e sequestri di persona, e grazie alla profonda conoscenza dei territori i banditi sardi si nascondono mimetizzandosi con la natura (foto terza slide il supramonte di Oliena), rendendo particolarmente difficoltosa la cattura da parte delle forze dell’ordine.Uno degli esponenti più importanti è “Grazianeddu”,Graziano Mesina (foto quarta slide) nato ad Orgosolo il 4 aprile 1942. La sua fama iniziò nel 1956 all’età di 14 anni. Negli anni avvenire Graziano Mesina venne incriminato e arrestato più volte, famose le sue numerose evasioni (22 di cui 10 riuscite), i suoi anni di latitanza e la partecipazione ad il sequestro di Farouk Kassam, in cui Mesina ha il ruolo di mediatore. Negli anni successivi Graziano passa dalla libertà condizionata alla prigione per scontare la pena dell’ergastolo.Nel 2004 ottiene la grazia dal Presidente della Repubblica, torna ad Orgosolo dove nel 2013, all’età di 71 anni, viene arrestato e condannato nel 2020 a 30 di carcere,la primula sarda attua l’ennesima e ultima fuga durata 17 mesi, infatti nel dicembre 2021 viene arrestato a Desulo.

Supramonte
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