La storia ha fatto ritorno nelle nostre riunioni del Girolibro.
Per l’occasione, abbiamo deciso di lasciare da parte i racconti brevi e provare a reintrodurre il romanzo, scegliendo stavolta i passi più significativi.
E’ stato proposto un libro ambientato nell’antica Sparta. Il libro si intitola “Lo scudo di Talos”, di Valerio Massimo Manfredi, scritto nel 1988.
La storia narra di un bambino spartano di origini nobili, che però viene abbandonato a causa di una malformazione, come volevano le leggi del tempo. Ma avrà la fortuna di essere trovato ed adottato da un pastore Ilota. Il bambino viene chiamato Talos e avrà modo di crescere forte e sano malgrado la sua deformazione, diventando un temibile guerriero.
Un giorno, Talos si ritrova a dover difendere una ragazza, Antinea, dall’ aggressione di un gruppo di spartani, ignaro che il loro capo fosse suo fratello maggiore, Brithos. I due giungono allo scontro, dove Brithos ha la meglio ma decide di risparmiare la vita a Talos.
Durante il dibattito, si è parlato di come Talos fosse cresciuto senza sentire il peso della sua diversità, e di come il bastone che usava per sostenersi, diventasse all’ occasione un’arma micidiale. Un altro punto di discussione è stato riguardo la decisione del pastore di prendersi cura del piccolo, nonostante la sua famiglia fosse povera. Ci siamo trovati tutti d’ accordo sul fatto che avremmo preso la stessa decisione, nella medesima situazione.
Il parere generale è stato buono, cosa che ci ha fatto decidere di proseguire la lettura del romanzo nei prossimi incontri.

