Lo scudo di Talos (seconda parte)

Nella giornata di lunedì abbiamo concluso la seconda ed ultima parte del libro “Lo scudo di Talos” di Valerio Massimo Manfredi.
Abbiamo lasciato Talos e Brithos, ignari di essere in realtà fratelli, alla fine di uno scontro nel quale il secondo ha la meglio, ma decide di lasciare in vita Talos.
I due si ritrovano poi a dover combattere fianco a fianco nella battaglia delle Termopili. In seguito, viene affidato loro il compito di recapitare un messaggio agli efori, ma arrivati a destinazione, scoprono che il messaggio è vuoto. Brithos per il disonore tenta il suicidio, ma viene salvato dal fratello che lo aiuta a riscattarsi, continuando la sua guerra solitaria contro i persiani e tempo dopo morendo valorosamente nella battaglia di Platea.
Talos viene riconosciuto come spartano e da quel momento verrà chiamato con il suo vero nome, Kleidemos, ed inizia a combattere per il suo esercito, dimostrando un grande valore.
Alla morte del re, si scopre che egli è in realtà un traditore. Kleidemos decide di difendere e ricostruire la città di Ithome, rivendicando la libertà degli Iloti.
Quando l’eroe potrebbe essere onorato per il suo valore, improvvisamente scompare.
Questa parte conclusiva del libro è stata avvincente tanto quanto la prima parte.
Il suo primo punto di forza è senza dubbio la caratterizzazione dei personaggi: ognuno di loro ha una psicologia ben delineata, strutturata senza essere stereotipata, cosa che renderà più realistiche ed interessanti le varie interazioni tra i personaggi.
Il secondo punto a suo favore è la sua accuratezza storica. Le vicende dei personaggi si intrecciano alla perfezione con fatti realmente accaduti (come la battaglia delle Termopili), personaggi storici ed ambientazioni.
Durante il dibattito si è parlato molto del personaggio di Talos, di come nonostante il suo problema fisico sia poi riuscito ad ottenere grandi onori in battaglia.
Molto interessante è anche la storia di Brithos, presentato come personaggio negativo che riesce in seguito a redimersi proprio grazie all’ aiuto del fratello.
Siamo rimasti molto colpiti dal finale, ma dopo averne discusso ci siamo trovati d’accordo sul fatto che una conclusione così “mitologica” fosse adatta al nostro eroe.

Vi starete chiedendo cosa ne pensiamo di questa lettura?

“ATENE E SPARTA… L’ETERNA LOTTA
NEL GLORIOSO OLIMPO
DEI GUERRIERI”

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