È difficile capire cosa sia la felicità per me e cosa lo sia per voi. Cuba non è l’Italia, mancano un sacco di opportunità, ciononostante impari ad apprezzare quel poco che hai, anche la minima cosa. Qui, invece, si ha la tendenza a pensare che tutto sia dovuto senza sforzarsi troppo. Non fraintendetemi, non è una critica, è solo il mio modo di interpretare la “felicità” delle nuove generazioni… I giovani qui corrono e corrono, ovunque, alla ricerca di un qualcosa che è lì proprio sotto il loro naso, la cercano senza un obiettivo ben preciso e quando finalmente la trovano ne hanno subito un’altra in mente, pronta per la prossima frenetica ricerca. Ma tutta questa frenesia nasconde una triste verità: la difficoltà di apprezzare e concentrarsi sulle cose belle della vita, quelle che già possiedono, invece di dedicarsi esclusivamente a ciò che non si ha. Forse, per fortuna, anche io a mio tempo, ho voluto cercare quel qualcosa che mi mancava, pur non avendolo fatto volontariamente e quel mio qualcosa l’ho trovato proprio qui a Cagliari. Prima una proposta di lavoro, poi una moglie ed una figlia. Cagliari mi piace, è una città sul mare ed io vengo proprio da una città sul mare, ciò mi ha reso la vita più semplice. Se non vieni da un’isola qui potresti sentirti rinchiuso ma chi è nato su un’isola saprà vivere su un’isola.

