Malocchio in Sardegna

In Sardegna, ancora oggi, si mantengono vive diverse credenze misteriose legate alla superstizione, tra cui il “malocchio”, noto in sardo come “su malogu”. Questo incantesimo è uno dei più diffusi e temuti sull’isola, identificato con il potere dello sguardo di causare effetti negativi sulla persona osservata. La leggenda racconta di persone con occhi talmente particolari che la pupilla avrebbe inglobato l’iride, rendendo il loro sguardo impenetrabile. Chi possiede il malocchio può essere una donna o un uomo, spesso sacerdoti, storpi, guerci o ciechi da un occhio. Lo “s’oghiadori” è colui che pratica frequentemente l’incantesimo del malocchio, spesso in maniera molto efficace.

Non sempre è possibile riconoscere uno “s’oghiadori”; talvolta, è insospettabile, ma è capace, con il solo sguardo, di causare febbre, malessere diffuso, forti mal di testa e addirittura disgrazie. Il potere del malocchio viene tramandato di generazione in generazione e il sintomo più evidente è il persistente mal di testa. Per prevenire questo incantesimo, è usanza indossare un indumento al contrario, un braccialetto verde, un oggetto di corallo o di corno di cervo, oppure il “kokku”. Per sconfiggere il malocchio, ci si rivolge a guaritrici esperte nel rito della “medicina dell’occhio”.

L’antico amuleto sardo “su kokku” (foto 1) è una pietra, solitamente di ossidiana (foto 2, pietra grande) o di onice (foto 2), di forma sferica e di varie dimensioni, incastonata tra due coppette d’argento (foto 3) o d’oro. Questo amuleto assorbe gli influssi negativi, che se troppo forti, possono addirittura spezzarlo. È necessario caricare “su kokku” con preghiere specifiche in lingua sarda, per attivare la sua potente protezione contro il male. Tradizionalmente, veniva regalato, ma oggi si può anche acquistare per sé stessi; è un gioiello e talismano prezioso, da indossare o portare sempre con sé.

S’oghiadori, non sempre è riconoscibile, altre volte è assolutamente insospettabile ed è in grado con il suo “colpo d’occhio” di causare febbre, malessere diffuso, grande mal di testa e perfino disgrazie. Il potere dello iettatore, viene trasmesso di generazione in generazione. Il sintomo più evidente, riconducibile al malocchio è sicuramente il mal di testa persistente. Per prevenire l’incantesimo, si usa indossare un indumento al contrario, un braccialetto verde, un oggetto di corallo, di corno di cervo, oppure su “kokku”. Per sconfiggere il malocchio, ci si rivolge alle guaritrici esperte nel rito conosciuto come la “medicina dell’occhio”. Invece, l’antico amuleto sardo “su kokku” (foto 1), è una pietra, di ossidiana (foto 2, pietra grande) o di onice (foto 2), dalla forma sferica e di diverse dimensioni, è incastonata tra due coppette di argento (foto 3), oppure di oro. Questo amuleto, assorbe gli influssi negativi che, se troppo forti sono in grado di far spezzarlo spezzare. Inoltre deve essere assolutamente caricato, con delle preghiere particolari, in lingua sarda, che attivano la sua potente protezione, contro il male. Tradizionalmente, su kokku veniva regalato, oggi si usa anche comprarlo per se stessi, è un gioiello e talismano prezioso, da indossare o da portare sempre con se.

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