Tharros

La penisola del Sinis offre straordinari panorami di suggestiva bellezza, tra cui le rovine di Tharros, situate sulla collina di Capo San Marco, in provincia di Oristano (foto 1). La città, fondata dai Fenici nell’VIII secolo a.C., sorge su un preesistente insediamento nuragico sul colle di Muru Mannu. Questo colle dà accesso alla città, dotata di una strada lastricata in basalto e di un canale di scolo delle acque, ancora oggi in eccellente stato di conservazione.

Le mura di Tharros si estendevano lungo il lato orientale della collina, dove sorge la torre di San Giovanni, alta 50 metri. Questa torre, una delle 80 costruite dagli spagnoli lungo la costa tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, ha una forma allungata da nord a sud (foto 2). I Fenici utilizzavano Tharros come roccaforte marittima sulla rotta mediterranea. Nel 238 a.C., la città passò sotto il dominio romano e aumentò di importanza nel II-III secolo, diventando probabilmente una colonia. Fu sede vescovile nel VI secolo e, durante il periodo bizantino del VII secolo, venne fortificata per proteggersi dalle minacce saracene. Questo portò al suo quasi totale abbandono nel IX secolo e al conseguente sviluppo di Oristano o di altre città nell’entroterra. Tharros fu forse ripopolata durante il periodo giudicale, ma venne definitivamente abbandonata nel 1070, quando l’Arcivescovado e la capitale del Giudicato furono trasferiti a Oristano.

Gli scavi clandestini, iniziati già nel XVII secolo, portarono alla dispersione di molte preziose testimonianze, soprattutto funerarie, culminando nella quasi totale distruzione delle necropoli nel secolo scorso (foto 3). Gli scavi ufficiali per riportare alla luce Tharros iniziarono nel 1956, ma una buona parte dell’insediamento rimane ancora sepolta sotto la sabbia, attendendo gli archeologi del futuro per svelarne i segreti. Vi invitiamo a visitare Tharros e le sue rovine, che raccontano la storia affascinante di una città meravigliosa.

Panorama
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