Anfiteatro di Cagliari

L’anfiteatro romano di Cagliari (foto 1) risale al I-II secolo d.C., periodo in cui la Sardegna, insieme alla Corsica, era sotto il dominio romano. È il più grande edificio romano della Sardegna, con la cavea e le strutture principali scavate nella roccia calcarea del colle di Buon Cammino (foto 2). L’anfiteatro si trova in una valle naturale; gran parte delle strutture murarie, che superavano i 20 metri di altezza, sono purtroppo scomparse, essendo state utilizzate per la costruzione delle mura pisane nel XIII secolo e di alcune chiese.

Le gradinate erano disposte su tre ordini, riservate alle diverse classi sociali, mentre lungo il corridoio attorno all’arena si affacciavano le gabbie per gli animali feroci (foto 3). L’anfiteatro poteva ospitare circa 10.000 spettatori, che assistevano a lotte tra uomini e belve, esecuzioni capitali, combattimenti tra gladiatori e spettacoli teatrali. Con la diffusione del Cristianesimo, queste lotte divennero sempre più impopolari, fino a quando, nel 438 d.C., l’imperatore Valentiniano III le proibì per legge. L’anfiteatro cadde così in disuso e, fino al Medioevo, fu utilizzato come cava dai vari conquistatori che necessitavano di materiali a basso costo per costruire nuove fortificazioni.

Nel XIX secolo, l’area venne acquisita dal comune di Cagliari, che affidò gli scavi archeologici al canonico Giovanni Spano. Nei primi anni 2000, l’anfiteatro fu coperto da una struttura in ferro e legno per ospitare spettacoli e concerti durante la stagione estiva (foto 4). Queste strutture furono poi rimosse dalle successive amministrazioni comunali per riportare l’anfiteatro alla sua originaria funzione di sito archeologico, tuttora non accessibile al pubblico. Vi invitiamo a unirvi al nostro augurio di poter visitare al più presto questa maestosità storica dell’isola di Sardegna.

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