Calasetta (foto 1, 2)è una cittadina situata sulla punta settentrionale dell’isola di S. Antioco, nell’arcipelago del Sulcis. E’ un comune onorario della provincia di Genova, è nota come “la bianca”, per il colore delle abitazioni del centro storico. La storia risale al 1700 quando durante il regno di Carlo Alberto III, re delle due Sardegne, approdarono sull’isola di S. Antioco 48 famiglie provenienti dall’isola di Tabarka (isola Tunisina) originari di Pegli, Genova, e chiesero al re di poter colonizzare la costa settentrionale dell’isola pe praticare nelle acque circostanti la pesca del corallo. Dopo circa tre anni a questo gruppo originario si unirono 50 famiglie provenienti dal Piemonte. Siccità, malattie e contrasti tra Tabarkini e Piemontesi non favorirono una buona convivenza, ma risolsero le questioni di rivalità dedicandosi i primi quasi esclusivamente alla pesca, i secondi all’agricoltura, in particolare alla viticoltura. La spiaggia cittadina di Calasetta è la spiaggia di Sottotorre che deve il suo nome alla vicina torre settecentesca (foto 3); e presenta un tratto di finissima sabbia bianca e piccole scogliere. Tra le spiaggie della zona più amate sia da residenti e turisti scopriamo La Salina e la Spiaggia Grande (foto 4). La Salina (foto 5) è una spiaggia di sabbia fine e di color grigio chiaro, dall’aspetto selvaggio alla presenza di una laguna habitat dei fenicotteri rosa, sulla quale sorgono le saline che danno il nome alla spiaggia. La Spiaggia Grande è un’ampia spiaggia che si estende per 1 Km, battuta dai venti, è consigliata a chi ama gli sport acquatici, in particolare Windsurf e Kitesurf. L’economia di Calasetta è basata sulla pesca, sull’agricoltura, viticoltura, attività turistiche e unica nel suo genere l’attività artigianale di lavorare il Bisso. Il Bisso è un filamento secreto dalla Pinna Nobilis (Nacchera), mollusco bivalve, presente esclusivamente nel Meditterraneo, è una specie protetta dal 1992 in quanto rischia l’estinzione. I suoi lunghi filamenti che producono la “seta di mare” dopo una grande e laboriosa lavorazione si arriva ad una fibra tessile sottile e dorata, delicata e resistente viene utilizzata per creazioni preziose con ricami che brillano al sole. L’artista del Bisso è Chiara Vigo che con una delle sue opere chiamata “Il leone delle Donne” del 1996 e ispirata da un disegno di Eugenio Tavolara ha ricevuto il premio Asfodelo D’oro. Siete tutti invitati a visitare questo luogo meraviglioso.





