Conoscete l’isola di Sant’Antioco?

L’isola di S. Antioco (foto 1), si estende per 109 Kmq e risulta la quarta d’Italia, dopo la Sardegna, la Sicilia e l’Elba. Quest’isola sin dalla preistoria è stata abitata da varie civiltà, grazie alla strategica posizione geografica. La cittadina di S. Antioco sorge in splendida posizione sulla costa orientale dell’isola omonima rivolta verso la Sardegna. L’insediamento nell’area risale al periodo nuragico, ma furono i Fenici a fondare Sulki (foto 2), da cui deriva il nome dell’angolo sud-occidentale della Sardegna, il Sulcis. Nell’VIII sec a.C.; il controllo di questo importante territorio passò ai Cartaginesi. La conquista punica portò un periodo di crisi, ma Sulki rifiorì grazie alla posizione del porto ed enormi risorse del territorio, tra cui l’argento. Di queste civiltà vi sono interessanti reperti archeologici tra i quali la necropoli Punica dove si incontra il Tophet (foto 3), luogo sacro, particolarmente importante nelle pratiche religiose dei Fenici e soprattutto dai Punici, in quanto si svolgevano crudeli sacrifici umani dei giovinetti appartenenti alle classi sociali più elevate, in genere i primogeniti; si praticavano anche sacrifici animali. All’interno delle urne cinerarie si trovano amuleti per proteggere i bambini. Alla metà del VI sec a.C.; si diffuse l’usanza di accompagnare l’urna cineraria con una stele in pietra eretta al momento della nuova nascita che allietava la famiglia. Questa necropoli, risalente al periodo tra i 500 e la fine del 300 a.C.; è imponente infatti, la sua estensione la si può vedere anche dall’alto, viso che occupa l’intero colle di Is Pirixeddus. E’ considerata una delle più importanti necropoli del Mediterraneo con circa 1500 tombe ritrovate.

Panoramica
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