Alessia in Ghana

Queste sono, per noi partecipanti di Humans, le parole più emozionanti dell’inno del Ghana:

“Riempi i nostri cuori con la vera umiltà

Facci accarezzare l’intrepida onestà

e aiutaci a resistere al potere degli oppressori

con tutta la nostra volontà e potenza per sempre”

“Buongiorno a tutti, sono Alessia e oggi vi racconterò la storia di un Paese lontano e misterioso: il Ghana.

Da sempre, l’ignoto e tutto ciò che è novità fa paura, ma l’associazione a cui mi sono affidata ha mitigato le iniziali incertezze e così sono partita ancor più carica di prima.

Arrivata in Ghana, mi sono subito trovata bene nella mia nuova famiglia, tanto che, ciò che mi ha messo a mio agio, è stato poter chiamare “Mamma”, “Papà” e “Zii” gli adulti, mentre i coetanei “Fratello” e “Sorella”, a prescindere dal fatto di appartenere al nucleo familiare. La persona con cui ero più legata era una ragazza. Il concetto di famiglia è molto diverso dal nostro: lì la famiglia è allargata e tanti dei suoi componenti vivono in case diverse comunicanti tra loro, chiamate compand house.

Il primo periodo mi sono sentita un po’ in difficoltà e disorientata da una cultura tanto diversa, ma la cucina… ah si! Di quella ora ho davvero nostalgia. La musica è una costante in questo meraviglioso Paese, ascoltata sempre e prevalentemente fuori: un non stop dalle 6 di mattina alle 6 di sera.

Nel Paese della stella nera ci sono delle abitazioni tipiche di forma cilindrica e costruite con mattoni di fango, ma sono un po’ piccole, in quanto le persone le utilizzano solo per dormire; una particolarità sono i villaggi costruiti sull’acqua e sui fiumi. Il posto che mi è rimasto nel cuore è una spiaggia chiamata Busua, dove organizzavo delle feste con i miei amici. Andando a scuola è stato molto semplice socializzare con i coetanei e ho stretto numerose amicizie. Una cosa che mi ha colpito positivamente è che i ragazzi utilizzano molto poco il cellulare e preferiscono incontrarsi tra di loro, magari chiacchierando in una delle 80 lingue presenti in Ghana: infatti a Nkawkaw si parla la lingua del Twi e l’inglese, che è la lingua ufficiale. Gli stessi ragazzi li troviamo a bordo dei Trò Trò, che sono i mezzi di trasporto caratteristici.

Il periodo di permanenza a Nkawkaw è stato il momento più felice e sereno della mia vita perché questa esperienza ha toccato le corde più sensibili del mio cuore. Al mio rientro a casa, quando ho aperto la valigia, ho provato una grande nostalgia per il Ghana, tra ricordi e pensieri, un carico indescrivibile di belle emozioni ma una concreta certezza di un ritorno, dato che il mio desiderio più grande è viverci”.

Alessia in Ghana

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